Respiro

– Come stai?

– Oggi sono fragile. Lo sai meglio di me, il vuoto paralizza l’uomo. Ci si vede sull’orlo di un infinito sconosciuto, più tremanti di una foglia che, pur non volendo, sa che cadrà e come. Ma forse siamo solo così negativi, a volte. 
– Se consideri che l’uomo è limitato dal suo sarcofago di carne, sì, è quasi un sollievo. Lo sconosciuto di cui parli non può essere infinito.

– E se ci fosse di più? Guarda meglio, non solo ciò che vedi. Il vuoto è foro, buco, fessura. Squarcio da cui entra luce in svariate forme. Fessura. Come la bocca. Può entrare aria per un nuovo respiro. 

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